lunedì 12 dicembre 2011

Caduta dei capelli: la parola al tricologo

Quanti dubbi sulla caduta dei capelli. Quali sono le cause? Quanti ne soffrono? Chi sono i più colpiti? A rispondere a queste domande ci pensa Andrea Marliani, presidente della Società Italiana di Tricologia, intervistato da Estetica.

Innanzitutto qualche dato. Degli oltre quindici milioni di italiani afflitti dalla perdita dei capelli, dieci milioni sono uomini. Sono dunque numerosi i maschietti che cercano di trovare una soluzione a questo problema, ritenuto un vero e proprio incubo.

Ma qual è la differenza tra la calvizie femminile e quella maschile? La prima è dovuta a un ormone maschile, il diidrotestosterone, mentre la seconda è spesso riconducibile alla carenza dell’estrone, ormone femminile.

Ed è proprio una questione di ormoni che determina negli uomini la comparsa dei primi segni di calvizie anche prima dei vent’anni, perché – come sostiene Marliani – “è nel momento della pubertà che cominciano a produrre ormoni maschili”.

E per chiarire un po’ le idee, il tricologo spiega la differenza tra diverse tipologie di calvizie: “La calvizie progressiva e la perdita di capelli a chiazze sono due malattie diverse. La prima è l’androgenetica, la seconda è l’alopecia areata” e continua specificando che “nella caduta eccessiva (telogen effluvio) i capelli ricrescono, mentre nella calvizie non ricrescono più”.

E infine una leggenda da sfatare. La calvizie è legata a una normale quantità di ormoni maschili e dunque non è sinonimo di virilità. Ma tranquilli, l’uomo calvo mantiene ugualmente il suo fascino unico e irresistibile.

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